
20) Movimento circolare e movimento rettilineo.
Ai tempi di Galilei la concezione aristotelica del moto ha
ostacolato non poco la scienza moderna. Il ragionamento
aristotelico rimane interessante perch mette in evidenza un
atteggiamento che finisce con l'imporre alla natura gli schemi
della Ragione.
Fisica, 265a 11-265b 8 (vedi manuale pagina 126).
1   [265 a] E' chiaro dunque da ci che neppure i naturalisti
hanno ragione, allorquando sostengono che tutte le cose sensibili
sono sempre in movimento, dal momento che si muovono di qualcuno
di questi movimenti e soprattutto secondo loro avvengono le
alterazioni: dicono, infatti, che le cose scorrono sempre e si
distruggono ed inoltre anche la generazione e la distruzione
chiamano alterazione.
2   Ora, il presente ragionamento ha dimostrato in generale, circa
ogni specie di movimento, che in nessun movimento  possibile che
un mobile si muova continuamente, all'infuori che nel movimento
circolare; sicch neppure in quello per alterazione n in quello
per accrescimento. Quanto  stato detto basti a dimostrare che
nessun mutamento  infinito n continuo, ad eccezione del
trasporto circolare.
3   E' chiaro pertanto che il trasporto circolare  il primo dei
trasporti. Ogni trasporto, infatti, come anche prima abbiamo
detto, o  circolare o su linea retta o misto, ed  necessario che
i primi due siano anteriori a questo, poich esso consta di
quelli; quello circolare poi  anteriore al rettilineo, poich 
pi semplice e pi perfetto. Non  possibile, difatti, che un
mobile infinito sia trasportato su una linea retta, poich
l'infinito in tal senso non esiste; ma neppure se esistesse,
alcunch vi si potrebbe muovere, poich l'impossibile non si pu
verificare ed  impossibile percorrere l'infinito. D'altra parte,
il movimento sulla retta finita, ritornando indietro, risulta
composto e forma due movimenti: non ritornando indietro 
imperfetto e soggetto a distruzione. Ma sia per natura, sia per
definizione, sia per tempo il perfetto  anteriore all'imperfetto,
l'incorruttibile al corruttibile. Inoltre il movimento che pu
essere eterno  anteriore a quello che non pu esserlo: il
movimento circolare pu essere eterno, mentre degli altri n
trasporto, n alcun altro pu esserlo: infatti si deve produrre un
arresto e, se si produce un arresto, il movimento si distrugge.
Ragionevolmente accade che il movimento circolare sia uno e
continuo e non lo sia quello sulla retta. Infatti di quello sulla
retta  ben definito il principio, la fine e il centro ed ha in s
tutti gli elementi, sicch esiste un punto donde il corpo mosso
comincer a muoversi e uno dove cesser di muoversi (ai punti
estremi, infatti, tutto  in quiete, sia al punto iniziale sia a
quello finale). Del movimento circolare, invece, i limiti sono
indefiniti: perch, infatti, tra i punti che sono sulla linea uno
piuttosto che un altro dovrebbe essere limite? [265 b] Giacch
ciascuno  ugualmente inizio e centro e fine, cosicch un
movimento si trova sempre sul principio e sulla fine e non vi si
trova mai. Perci in certo qual modo la sfera si muove e sta in
quiete, poich occupa il medesimo luogo: e ne  causa il fatto che
tutte queste propriet appartengono al centro, giacch esso 
principio e centro della grandezza e fine, sicch, trovandosi esso
fuori della circonferenza, non v' un punto in cui il mobile
trasportato si trovi in quiete, dopo aver compiuto il suo
percorso: esso  sempre trasportato, difatti, intorno al centro, e
non in direzione dell'estremit.
4   E per questo motivo la massa totale resta al suo posto e sta
sempre in quiete in certo qual modo e si muove continuamente.
5   Ed avviene reciprocamente: e poich il movimento circolare 
misura dei movimenti,  necessario che esso sia primo (poich
tutte le cose si misurano col primo) e, proprio perch  primo, 
misura degli altri movimenti.
6   Inoltre soltanto il movimento circolare pu essere anche
uniforme. Infatti le cose mosse su una retta non sono trasportate
uniformemente dal principio e verso la fine, poich tutte, quanto
pi si allontanano dal loro stato di quiete, tanto pi velocemente
sono trasportate, mentre il solo trasporto circolare non ha, per
natura, n principio n fine in s, bens al di fuori di s

(Aristotele, La Fisica, Loffredo, Napoli, 1967, pagine 237-239).

